Introduzione: Il Contesto Epistemologico e l’Evoluzione della Neuroriabilitazione in Italia
La celebrazione del venticinquesimo anniversario del primo Congresso Nazionale della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN), svoltosi nel 2001, rappresenta un’opportunità imprescindibile per tracciare un bilancio storico, scientifico e istituzionale di una disciplina che ha subito trasformazioni epocali.1 All’alba del nuovo millennio, la gestione delle patologie neurologiche invalidanti in Italia si trovava a un bivio critico. Se da un lato la neurologia clinica aveva compiuto passi da gigante nella diagnosi acuta e nella farmacologia, dall’altro la fase post-acuta e il reinserimento socio-funzionale del paziente rimanevano frammentati, affidati a protocolli eterogenei e spesso privi di una solida validazione basata sull’evidenza scientifica (Evidence Based Medicine).
In questo lasso di tempo durato un quarto di secolo, la neuroriabilitazione ha cessato di essere considerata un’appendice assistenziale per assurgere al ruolo di scienza medica di altissima precisione. Questo rapporto analizza in modo esaustivo e analitico l’intera traiettoria evolutiva della SIRN: dalle prime intuizioni del Gruppo di Studio Intersocietario di Riabilitazione Neurologica (GISN), passando per la costituzione formale della Società nel 2000 e il suo congresso inaugurale nel 2001, fino a giungere alle frontiere transumane dell’intelligenza artificiale, della robotica e della telemedicina discusse nelle edizioni congressuali del 2024, 2025 e nel giubileo d’argento del 2026.1
Attraverso la ricostruzione capillare di tutti i congressi nazionali documentati, si delinea una narrazione in cui la scienza medica, le riforme del Servizio Sanitario Nazionale e l’innovazione tecnologica si fondono. Il presente documento restituisce la complessità di questa evoluzione, dimostrando come la SIRN abbia costantemente anticipato le sfide sanitarie globali, ponendo sempre al centro il concetto di plasticità neuronale e l’empowerment della persona affetta da disabilità.
La Genesi Istituzionale: Dal GISN alla Fondazione della SIRN
Il Gruppo di Studio Intersocietario di Riabilitazione Neurologica (GISN)
Prima dell’anno 2000, l’architettura accademica e clinica italiana nel campo delle neuroscienze applicate al recupero funzionale presentava compartimenti stagni. Le competenze erano disperse tra diverse branche specialistiche che, pur operando sugli stessi pazienti, faticavano a trovare un lessico clinico e metodologico comune. I neurologi si concentravano primariamente sulla localizzazione del danno e sulla sua genesi fisiopatologica; i fisiatri (specialisti in medicina fisica e riabilitativa) si occupavano della biomeccanica e del recupero motorio; i neurofisiologi clinici fornivano le misurazioni strumentali del danno, senza però essere strutturalmente integrati nel progetto riabilitativo a lungo termine.
Per superare questa frammentazione, l’intuizione cruciale fu la creazione del Gruppo di Studio Intersocietario di Riabilitazione Neurologica (GISN).1 Il GISN operò come un think tank pre-istituzionale, un incubatore scientifico in cui le menti più brillanti delle diverse discipline mediche iniziarono a convergere. L’obiettivo del GISN era chiaro: dimostrare che la riabilitazione del sistema nervoso centrale e periferico non poteva essere ridotta alla semplice cinesiterapia, ma richiedeva una profonda modulazione della neuroplasticità, governata da leggi neurobiologiche che necessitavano di misurazioni oggettive e approcci farmacologici integrati. Il comitato di coordinamento del GISN produsse i primi documenti di consenso che evidenziarono la necessità ineludibile di fondare una società scientifica autonoma, capace di interfacciarsi con il Ministero della Salute e di guidare la ricerca multicentrica.1
La Costituzione della Società: Giugno 2000 e il Ruolo delle Società Madri
La maturazione dei lavori del GISN culminò nel giugno del 2000, data che segna formalmente la nascita della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica tramite specifico atto notarile.1 La costituzione avvenne grazie all’impegno unanime e concorde di tutti i membri del comitato di coordinamento del GISN.1
Tuttavia, l’aspetto storicamente più rilevante dell’atto fondativo fu l’imprimatur istituzionale conferito da tre grandi società scientifiche di riferimento, le quali assunsero a tutti gli effetti il ruolo di “soci fondatori istituzionali”.1 Questa alleanza sancì la nascita della SIRN non come una scissione, ma come una sintesi organica:
- Società Italiana di Neurologia (SIN): Garantì l’ancoraggio della neonata società alle basi fisiopatologiche, diagnostiche e neurofarmacologiche delle malattie del sistema nervoso.
- Società Italiana di Neurofisiologia Clinica (SINC): Fornì il substrato metodologico per misurare oggettivamente il recupero. L’impiego di elettromiografia (EMG), elettroencefalografia (EEG) e potenziali evocati divenne il metro di giudizio per quantificare la riorganizzazione dei circuiti neuronali.
- Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER): Apportò l’inestimabile bagaglio di conoscenze relative al management della disabilità, all’uso delle ortesi, alla biomeccanica e all’integrazione del paziente nel contesto socio-ambientale.1
I Soci Fondatori e l’Architettura Statutaria
Il Collegio dei Fondatori
Il prestigio della neonata SIRN fu immediatamente riconosciuto grazie alla statura accademica dei professionisti che apposero la loro firma sull’atto costitutivo. L’elenco dei soci fondatori rappresenta una vera e propria mappa delle eccellenze neuroscientifiche e riabilitative italiane a cavallo tra i due millenni.5
| Nome del Socio Fondatore | Impatto e Contesto Disciplinare Storico |
| Carlo Bertolini | Figura cardine nello sviluppo dei modelli organizzativi e nell’integrazione tra la fase ospedaliera e la continuità assistenziale territoriale. |
| Vincenzo Bonavita | Esponente di primissimo piano della neurologia clinica, essenziale per la comprensione delle reti neurali complesse. |
| Carlo Caltagirone | Pioniere indiscusso delle neuroscienze cognitive, il cui apporto ha permesso di integrare la riabilitazione delle funzioni corticali superiori (memoria, attenzione, linguaggio) nel recupero globale post-ictus.5 |
| Carlo Cisari | Specialista in medicina fisica e riabilitativa, con un focus precipuo sulla valutazione funzionale e sui protocolli di esercizio terapeutico. |
| Roberto Dattola | Promotore delle reti cliniche per le gravi cerebrolesioni acquisite e futuro Past President della SIRN, essenziale per la strutturazione dei percorsi di cura nel Mezzogiorno.5 |
| Domenico De Grandis | Contributore essenziale per l’integrazione delle tecniche neurofisiologiche nella pratica clinica quotidiana del neuroriabilitatore. |
| Antonio Fiaschi | Esperto in neurologia clinica, con particolare dedizione allo studio e alla presa in carico delle malattie neuromuscolari. |
| Salvatore Giaquinto | Ricercatore di livello internazionale focalizzato sulla riabilitazione del paziente anziano e sui meccanismi di recupero cerebrovascolare. |
| Raffaele Gimigliano | Medico fisiatra con profonde competenze nella biomeccanica, nell’analisi del movimento e nel management della spasticità focale. |
| Alessandro Giustini | Figura internazionale (coinvolto nella stesura della Carta di Foligno per i diritti dei pazienti), sostenitore indefesso dell’umanizzazione delle cure.1 |
| Gianfranco Megna | Promotore dell’intersezione tra la clinica riabilitativa e le dinamiche psicosociali del paziente neuroleso. |
| Corrado Messina | Ricercatore e clinico nell’ambito della neurofisiologia, vitale per la quantificazione dei danni ai nervi periferici. |
| Franco Molteni | Pioniere visionario nell’introduzione precoce dell’ingegneria riabilitativa, della robotica e della meccatronica nei reparti di riabilitazione italiani. |
| Luigi Murri | Neuroscienziato con focus sui disturbi del sonno e sulle patologie neurodegenerative, nonché futuro Presidente Onorario in sede congressuale.5 |
| Leandro Provinciali | Riferimento accademico per la neurologia marchigiana e nazionale, esperto nei percorsi di cura per la sclerosi multipla e il morbo di Parkinson. |
| Paolo Tonin | Neuroriabilitatore specializzato nello studio empirico della neuroplasticità indotta dall’esercizio guidato e intensivo. |
L’Impianto Statutario e la Visione Strategica
Lo statuto definitivo della SIRN non fu redatto semplicemente come un documento burocratico, ma come una costituzione scientifica pensata per resistere nel tempo e adattarsi alle riforme dello Stato italiano. Un elemento di importanza capitale è rintracciabile nell’Articolo 31 dello Statuto.11 In quegli anni, l’Italia stava attraversando una profonda fase di devoluzione dei poteri in materia sanitaria verso le Regioni (culminata con la riforma del Titolo V della Costituzione). I fondatori della SIRN, prevedendo il rischio di una frammentazione nei protocolli di cura, inserirono l’obbligo statutario per la Società di mantenere una solida rappresentanza regionale.11 Questo ha permesso alla SIRN di agire come garante dei livelli essenziali di assistenza (LEA) in ambito neuroriabilitativo su tutto il territorio nazionale, favorendo l’associazione con altre società regionali.11
Inoltre, per assicurare l’integrità etica e la coesione interna di un gruppo così eterogeneo di professionisti, l’Articolo 30 istituì il Collegio dei Probiviri.11 A questo organo venne demandata la competenza esclusiva per la risoluzione di tutte le controversie sociali tra i soci o tra questi e l’Ufficio di Presidenza. Il mandato di giudicare ex bono et aequo (secondo il principio dell’equità), senza rigide formalità procedurali, permise alla Società di risolvere i dibattiti interni favorendo sempre il primato della scienza e del progresso clinico.11
L’Alba della Società: Il Primo Congresso Nazionale del 2001
L’atto di nascita intellettuale e pubblico della SIRN si è concretizzato nel 2001 con la celebrazione del primissimo Congresso Nazionale.1 Se il 2000 è stato l’anno dell’architettura legale, il 2001 ha rappresentato la stesura del primo manifesto programmatico. L’evento inaugurale del 2001 ha avuto il gravoso compito di stabilire una piattaforma epistemologica: si trattava di convincere la comunità medica italiana che la neuroriabilitazione meritava una dignità pari a quella della neurochirurgia o della neurologia interventistica.
Durante questo primo simposio, la discussione si è concentrata sui meccanismi primari di recupero post-lesionale, gettando le basi per i decenni a venire. Sebbene nei primi anni Duemila la tecnologia fosse ancora prettamente analogica o limitata alle prime macchine isocinetiche, il congresso del 2001 stabilì che il recupero non è mai una semplice rigenerazione tissutale spontanea, ma un processo attivo di apprendimento motorio e cognitivo (motor learning) che il clinico ha il dovere di stimolare, modulare e orientare. È proprio da questa edizione fondativa che prende il via un lungo percorso di congressi annuali che fungeranno da specchio fedele dell’evoluzione tecnologica globale.
La Fase I (2004-2010): Il Consolidamento Clinico e l’Espansione Territoriale
Il decennio successivo al primo congresso ha visto la SIRN intraprendere una progressiva opera di consolidamento clinico e di diffusione capillare sul territorio, con i propri congressi che divennero tappe fondamentali per l’aggiornamento medico in tutto il Paese.1
Le Edizioni del Nord e la Complessità delle Comorbilità (2004-2006)
Il IV Congresso Nazionale SIRN, svoltosi a Pavia dal 31 maggio al 2 giugno 2004, ha evidenziato una maturazione precoce della società nell’analisi delle patologie concomitanti.13 Sotto la guida clinica di esperti come il Prof. Pietro Marano, vennero affrontate tematiche di confine, quali l’analisi dei fattori di rischio emostatico nei pazienti colpiti da ictus ischemico accompagnati da diabete, e le sfide insidiose della riabilitazione in pazienti con gravi deformità articolari (come l’artrite reumatoide a localizzazione cervicale) sovrapposte a quadri neurologici.13 Questa attenzione alle comorbilità dimostrava come la SIRN non considerasse il sistema nervoso isolato dal resto del corpo.
Due anni dopo, il VI Congresso Nazionale si tenne a Venezia dal 6 all’8 aprile 2006. In questa occasione, l’attenzione si focalizzò significativamente sulla gestione dei pazienti affetti da lesione midollare incompleta.14 Ricerche pionieristiche presentate da studiosi come M. D’Amico e P. Roncoletta introdussero concetti avanzati di analisi cinematica tridimensionale (3-D) per valutare la postura e il cammino.14 Questo evento sancì il progressivo allontanamento dall’osservazione puramente visiva del movimento verso l’acquisizione quantitativa e computazionale dei dati biomeccanici.
La Maturità Scientifica e l’Integrazione Transnazionale (2008-2010)
Il biennio 2008-2009 consolidò il prestigio accademico della società. L’VIII Congresso Nazionale, svoltosi a Montecatini (con scadenza iscrizioni al 30 marzo 2008), fu presieduto dal Prof. Bruno Rossi, con la presidenza onoraria di due colossi della medicina toscana e nazionale, Alberto Muratorio e il socio fondatore Luigi Murri.10 Il programma avanzato di questo congresso stabilì standard elevatissimi per la formazione continua in medicina (ECM), integrando le competenze neurofisiologiche pisane con la clinica riabilitativa quotidiana.
Il IX Congresso Nazionale, svoltosi a Roma dal 7 al 9 maggio 2009, rappresentò un apice per le neuroscienze cognitive.8 Presieduto dal socio fondatore Prof. Carlo Caltagirone, il comitato scientifico (che annoverava personalità come Giovanni Abbruzzese, Roberto Dattola, Alessandro Giustini, e Giovanni Iolascon) si focalizzò sui meccanismi di recupero delle funzioni superiori, dall’afasia all’eminegligenza spaziale.8 L’evento, arricchito da momenti di condivisione sociale presso location prestigiose come l’Open Colonna al Museo delle Esposizioni, favorì il consolidamento di un solido network tra i direttori delle principali unità operative complesse italiane.8
La prima decade si concluse trionfalmente con il X Congresso Nazionale SIRN, celebrato a Palermo dal 22 al 24 aprile 2010.12 Questa edizione ebbe un’importanza strategica fondamentale per l’integrazione del Mezzogiorno nelle reti neuroriabilitative d’avanguardia, diffondendo la cultura della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) e focalizzandosi sulla relazione stretta tra corpo, emozioni e operatore.12
La Fase II (2011-2019): Alta Intensità di Cura, Malattie Rare e Neuromodulazione Farmacologica
Nel secondo decennio di vita della SIRN, la riabilitazione neurologica ha subìto un cambio di paradigma radicale, spostandosi sempre più verso il trattamento della fase acuta e ad alta complessità.
Genetica, Organizzazione Sanitaria e Inizio Precoce (2011-2015)
L’XI Congresso Nazionale SIRN, tenutosi a Verona dal 5 al 7 maggio 2011, vide l’ingresso prepotente della neurogenetica e della neuropsichiatria infantile nel dibattito riabilitativo.16 In un contesto clinico in evoluzione, furono discusse approfonditamente le variabilità fenotipiche di patologie genetiche rare, come la Sindrome di Angelman e le encefalopatie epilettiche ad esordio precoce legate alla mutazione del gene PCDH19.16 Il congresso sancì che la riabilitazione in età evolutiva richiedeva modelli predittivi basati sul genotipo del paziente.
Il XII Congresso Nazionale, svoltosi a Milano (Milan Marriott Hotel) dal 3 al 5 maggio 2012, introdusse con forza le tematiche relative alla politica sanitaria e all’economia.17 In un periodo di stringente spending review, la discussione si ampliò alla valutazione economica, ai modelli organizzativi regionali (coinvolgendo la DG Sanità della Lombardia) e al finanziamento della formazione, dimostrando che la SIRN non era solo un’entità clinica, ma un attore di politica socio-sanitaria.17
Un punto di svolta cruciale si è avuto con il XV Congresso Nazionale a Novara (16-18 aprile 2015).18 Il tema portante, fortemente voluto dai direttivi locali e nazionali, fu “La presa in carico precoce del paziente in neurorianimazione”.18 Questo ha scardinato il vecchio dogma secondo cui la riabilitazione dovesse iniziare solo a parametri vitali stabilizzati. L’introduzione di mobilizzazioni, stimolazioni sensoriali e posizionamenti complessi direttamente nei reparti di Terapia Intensiva ha ridotto drasticamente le complicanze secondarie (come retrazioni tendinee e polineuropatie del malato critico), migliorando gli outcome a lungo termine e sfumando i confini tra rianimatore e riabilitatore.18
Complessità come Paradigma e Tossina Botulinica (2013, 2016-2019)
Nel XIII Congresso Nazionale del 2013 (presieduto da Giorgio Sandrini, con Caterina Pistarini vicepresidente, Stefano Paolucci segretario e Roberto Dattola past president), un focus scientifico dirompente fu dedicato al trattamento farmacologico focale della spasticità.9 Il Prof. Piero FIore lo organizzò a Bari.I lavori indagarono minuziosamente l’influenza della sede di inoculazione della tossina botulinica, basandosi sui dati presentati da clinici di spicco come M. Cosma, I. Campanini e G. Ferraresi.9 La precisione ecoguidata o elettromiografica nell’inoculo divenne il gold standard.
L’identità di questa era fu cristallizzata nel XVI Congresso Nazionale tenutosi ad Ascoli Piceno dal 7 al 9 aprile 2016, il cui titolo programmatico fu: “Intensità di cura e complessità come paradigmi dello sviluppo della riabilitazione neurologica”.19 Come si evinceva dagli atti congressuali, che facevano riferimento concettuale al biologo E.O. Wilson sulla sfida della biodiversità, il congresso affrontò i pazienti come ecosistemi complessi. Le sessioni esplorarono la riabilitazione pneumologica nei pazienti neurolesi, la prevenzione delle cadute nei soggetti anziani fragili e il trattamento chirurgico integrato.19 Parallelamente, eventi come il XIV Congresso Nazionale di Genova (21-22 marzo 2014) consolidavano le tecniche di supporto come il Kinesiotaping e la fondamentale integrazione con la Terapia Occupazionale per favorire l’indipendenza nelle attività di vita quotidiana.21
La fine del decennio ha visto un focus incisivo sull’analisi strumentale. Il XVII Congresso Nazionale a Pisa (6-8 aprile 2017) e il XIX Congresso Nazionale a Perugia (4-6 aprile 2019) hanno approfondito ulteriormente il management terapeutico. Nel 2017 si discusse dell’uso innovativo della tossina botulinica nei bambini affetti da disturbi dello spettro autistico per il trattamento delle alterazioni dello schema del passo (il cosiddetto toe-walking o deambulazione in punta), oltre ad approfondire l’intervento nel Morbo di Parkinson.22 Nel 2019 a Perugia, ricercatori come Ammendolia, Caruso e Fratto presentarono vasti studi sull’analisi del cammino e sulla riduzione strutturale del rischio di cadute.22 Nel mezzo, il XVIII Congresso Nazionale di Trieste (5-7 aprile 2018), sotto la presidenza del Prof. Valter Santilli, celebrò l’importanza vitale della mobilità come diritto essenziale del paziente neurologico.23
La Fase III (2020-2026): Resilienza Pandemica e Rivoluzione Tecnologica dell’Intelligenza Artificiale
L’avvento degli anni Venti del nuovo secolo ha catapultato la SIRN nell’era digitale e robotica, un passaggio enormemente accelerato dall’impatto dirompente della pandemia di SARS-CoV-2.
Il Neuro-COVID e la Teleriabilitazione (2021-2023)
La resilienza della società si è manifestata pienamente nel XX Congresso Nazionale SIRN del 2021.1 A causa delle restrizioni sanitarie, l’evento si è svolto in modalità ibrida, con capienza in presenza severamente limitata e un forte supporto virtuale.1 Il tema “La Neuroriabilitazione ai tempi del COVID” ha affrontato le devastanti conseguenze dirette del virus sul sistema nervoso centrale e periferico (inclusa la fatica cronica e le neuropatie periferiche), costringendo le unità operative a rivoluzionare i setting di cura e spingendo verso un’adozione massiva della teleriabilitazione per garantire la continuità terapeutica nei pazienti cronici chiusi in casa dal lockdown.1
L’uscita dall’emergenza acuta è stata segnata dal XXI Congresso Nazionale del 2022, intitolato “Dal pensiero al movimento e al gesto: i progressi della neuroriabilitazione”.1 Qui, l’uso dell’ingegneria robotica come esoscheletri per gli arti inferiori e superiori è divenuto un topic centrale, con l’obiettivo di tradurre l’intenzione motoria (il pensiero) in un gesto funzionale assistito dalla macchina.
Il XXII Congresso Nazionale (2023) tenutosi nella stupenda cornice del Trentino, sotto la presidenza societaria di Mauro Zampolini e la presidenza congressuale di Jacopo Bonavita, ha cercato un ponte tra hi-tech e umanesimo.1 Con il tema “Movimento, esperienza ed emozione: percorsi in neuroriabilitazione tra scienza e coscienza”, l’evento ha sancito che la tecnologia non può prescindere dal fattore umano. Sono state dedicate sessioni specifiche alla medicina narrativa (Medical Humanities), alle discipline sportive per persone paralizzate e all’assegnazione del prestigioso “Premio Lamberto Piron” per lo sviluppo di piattaforme di teleriabilitazione.1
Intelligenza Artificiale, Salute Globale e il Giubileo d’Argento (2024-2026)
L’accelerazione verso l’innovazione bio-computazionale ha dominato il XXIII Congresso Nazionale svoltosi a Firenze dal 15 al 17 febbraio 2024.1 I presidenti del congresso Francesca Cecchi e Mauro Mancuso hanno guidato i lavori sul tema “Neuroscienze, intelligenza artificiale e riabilitazione personalizzata”. L’Intelligenza Artificiale (IA) è entrata ufficialmente nei protocolli clinici tramite algoritmi di machine learning utilizzati per la pianificazione personalizzata dei trattamenti. Progetti di punta come REHALISE (Rehabilitation Enhanced by Artificial Intelligence), presentato da Francesco Negrini, e il progetto europeo RunMate hanno dimostrato le enormi potenzialità predittive dei big data.1 Il congresso ha esplorato a fondo anche il “Progetto ICONE”, che porta la robotica direttamente al domicilio del paziente con esiti da ictus per terapie ad alta intensità e sicurezza, e l’integrazione di sistemi di realtà virtuale immersiva (come BTS Nirvana e KAREN) presentati da esperti come Maria Grazia Maggio, capaci di favorire il recupero neuromotorio entro le primissime 4 settimane dall’evento ischemico.1 Validazioni di scale cliniche come il Munich Swallowing Score per la disfagia hanno completato il quadro del rigore scientifico.2
Il XXIV Congresso Nazionale di Parma (aprile 2025), presieduto per la SIRN da Antonio De Tanti e localmente da Donatella Saviola, ha segnato l’apertura all’ecologia medica e alla salute planetaria.1 Cogliendo l’occasione della sede parmense (ospitante l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare – EFSA), il tema “NUTRIRE IL CERVELLO CURARE IL PIANETA – innovazioni in neuroriabilitazione all’insegna di One Health” ha spostato l’ottica sulle connessioni causali tra nutrizione, alterazioni del microbiota intestinale, neuroinfiammazione cronica e neurodegenerazione.1 Matilde Leonardi ha presentato la visione “One Health” e “One Brain”, mentre il network nazionale è stato rinsaldato da discussioni sull’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale alla luce dei decreti legislativi DM 70 e DM 77 per la riorganizzazione dell’assistenza territoriale.1 Progetti rivoluzionari come Mnesys, presentato da Angela Maria Politi, mirano a integrare misure robotiche e dati clinici per creare modelli matematici predittivi di recupero funzionale in patologie oncologiche (Smania, Vecchio) e Gravi Cerebrolesioni Acquisite (Formisano, Estraneo).1 Anche la teoria dei neuroni specchio ha trovato ampio spazio per l’età evolutiva grazie agli interventi di Ferrari, Fogassi ed Errante sull’Action Observation Treatment (AOT).1
Siamo giunti così all’apice celebrativo: il XXV Congresso Nazionale SIRN, in programma a Verona (Palazzo della Gran Guardia) dal 10 al 12 maggio 2026, segna esattamente i 25 anni dal primo congresso del 2001.1 Sotto la presidenza del Prof. Alessandro Picelli, il tema scelto, “Brain and body together” (corpo e mente insieme), chiude concettualmente il cerchio.1 Se i primi decenni avevano dissezionato e ultra-specializzato l’intervento sui singoli apparati, il 2026 ricompone la persona. I diciannove macro-argomenti spaziano dalla neuromodulazione alla complessa intersezione tra spasticità e dolore nocicettivo/neuropatico. Una sessione di eccellenza, coordinata da Sofia Straudi, sarà dedicata alla Sclerosi Multipla esplorando la neuroinfiammazione (M. Calabrese), le neurotecnologie per le funzioni cognitive (G. Brichetto) e i correlati neurali della fatica (L. Pedullà).1 Straordinaria è anche la collaborazione congiunta con la SINP, coordinata da Benedetta Basagni, sul tema dell’Embodiment (la percezione corporea e la rinegoziazione dei confini del sé post-lesione).1 L’evento ospiterà inoltre le elezioni per il rinnovo di tutte le massime cariche societarie (Presidente, Consiglio Direttivo, Revisori e Probiviri), sancendo il passaggio di testimone alle nuove generazioni.1
Riepilogo Storico dei Congressi Nazionali
Per garantire una tracciabilità storica rigorosa, la seguente tabella sintetizza le coordinate spazio-temporali e tematiche delle edizioni congressuali ricavate dai documenti d’archivio e dalle cronache ufficiali della Società.1
| Edizione e Anno | Città Ospitante (Date) | Presidenza e Focus Tematico Evidenziato |
| I (2001) | [Inaugurale] | Fondazione del lessico comune; plasticità neuronale e principi di riabilitazione. |
| IV (2004) | Pavia (31 Mag – 2 Giu) | Fattori emostatici nell’ictus ischemico; comorbilità e artrite reumatoide.13 |
| VI (2006) | Venezia (6-8 Aprile) | Cinematica 3D; lesioni midollari incomplete e recupero del cammino.14 |
| VIII (2008) | Montecatini (Primavera) | Pres: Bruno Rossi. Consolidamento delle reti toscane e nazionali.10 |
| IX (2009) | Roma (7-9 Maggio) | Pres: Carlo Caltagirone. Focus su neuroscienze cognitive ed eminegligenza.8 |
| X (2010) | Palermo (22-24 Aprile) | Diffusione ICF; impatto delle emozioni nella relazione terapeutica.12 |
| XI (2011) | Verona (5-7 Maggio) | Neurogenetica, Sindrome di Angelman e variabilità fenotipica pediatrica.16 |
| XII (2012) | Milano (3-5 Maggio) | Modelli economici, flussi informativi regionali e governo clinico.17 |
| XIII (2013) | Bari (Aprile) | Pres SIRN: G. Sandrini. Ottimizzazione della tossina botulinica ecoguidata.9 |
| XIV (2014) | Genova (21-22 Marzo) | Supporti biomeccanici esterni (Kinesiotaping) e reti di territorio.21 |
| XV (2015) | Novara (16-18 Aprile) | L’intervento precoce; la riabilitazione direttamente in neurorianimazione.18 |
| XVI (2016) | Ascoli Piceno (7-9 Apr) | Intensità di cura e complessità come paradigmi dello sviluppo..19 |
| XVII (2017) | Pisa (6-8 Aprile) | Tossina botulinica nei disturbi dello spettro autistico (toe-walking).22 |
| XVIII (2018) | Trieste (5-7 Aprile) | Pres: V. Santilli. La mobilità e le sfide del recupero funzionale globale.23 |
| XIX (2019) | Perugia (4-6 Aprile) | Rischio di cadute nei pazienti anziani e neurolesi, analisi strumentale.22 |
| XX (2021) | Ibrido Roma (Virtuale/Pres) | La Neuroriabilitazione ai tempi del COVID. Reti di telemedicina.1 |
| XXI (2022) | Napoli | Dal pensiero al movimento e al gesto. Robotica e ausili attivi.1 |
| XXII (2023) | Riva del Garda | Movimento, esperienza ed emozione. Sport paralimpici, Medical Humanities.1 |
| XXIII (2024) | Firenze (15-17 Feb) | Neuroscienze, intelligenza artificiale e riabilitazione personalizzata..1 |
| XXIV (2025) | Parma (Aprile) | Pres: A. De Tanti / D. Saviola. One Health, nutrizione e microbiota..1 |
| XXV (2026) | Verona (10-12 Maggio) | Pres: A. De Tanti / A. Picelli. Brain and body together. Giubileo 25° SIRN.1 |
L’Infrastruttura della Ricerca e le Reti Internazionali: I Gruppi di Studio
Il prestigio della SIRN non si è costruito unicamente sulle assise annuali, ma sul lavoro quotidiano di una vasta rete di ricerca suddivisa in specifiche task-force. I “Gruppi di Studio” rappresentano il vero motore propulsivo dell’innovazione scientifica della Società, aggregando ricercatori universitari e clinici ospedalieri per produrre evidenze traducibili in linee guida nazionali. In base all’assetto societario ufficiale, l’architettura della ricerca è così delineata 4:
- FES (Functional Electrical Stimulation): Coordinato dal Dr. Carmelo Lentino (Pietra Ligure), questo gruppo si dedica allo studio della stimolazione elettrica funzionale. Attraverso impulsi elettrici controllati erogati ai motoneuroni periferici, la FES permette di evocare contrazioni muscolari fasiche che vicariano i deficit di controllo volontario, risultando essenziale per prevenire l’ipotrofia muscolare e supportare il cammino nel paziente paretico.
- TDCS (Transcranial Direct Current Stimulation): Sotto il coordinamento della Prof.ssa Maria Gabriella Ceravolo (Ancona), il gruppo indaga i meccanismi della neuromodulazione non invasiva. L’erogazione di correnti continue a bassissima intensità attraverso lo scalpo viene utilizzata per iperpolarizzare o depolarizzare specifiche reti neuronali corticali, modulando l’eccitabilità cerebrale per accelerare i processi di recupero afasiologico e motorio.
- Erigo (Verticalizzazione Robotizzata): Coordinato dai Proff. Cristina Tassorelli e Alessio Baricich (Pavia e Novara), questo gruppo studia l’importanza fisiologica della verticalizzazione precoce nel paziente critico. Utilizzando letti robotizzati con sistemi di stepping integrati, si stimolano i barocettori e il sistema reticolare attivatore ascendente, prevenendo l’ipotensione ortostatica e riducendo il tempo di latenza per il risveglio dai gravi traumi cranici.
- Gait Trainer: Con la guida del Prof. Nicola Smania (Verona), l’obiettivo di questo team è l’ottimizzazione dell’addestramento meccatronico del cammino. L’integrazione di tapis roulant sensorizzati, esoscheletri pelvici e sgravio del peso corporeo permette di riprodurre il ritmo locomotorio (Central Pattern Generator) del midollo spinale con altissima ripetitività, irraggiungibile dalla sola terapia manuale.
- Dolore: Diretto dai Proff. Stefano Paolucci e Stefano Tamburin (Roma, Verona), affronta l’ostacolo forse più invalidante nel percorso riabilitativo. Il gruppo si occupa della classificazione fenotipica e del trattamento del dolore cronico nocicettivo e neuropatico, come la sindrome dolorosa regionale complessa o il dolore centrale post-ictus, utilizzando approcci farmacologici combinati.
In aggiunta, sono stati implementati gruppi strategici di assoluta rilevanza clinica dedicati all’impiego della “Tossina Botulinica in Neuroriabilitazione” e alla transizione assistenziale nella “Riabilitazione in Neurorianimazione”.4 Questi team non si limitano alla ricerca pura, ma hanno prodotto documenti fondanti per la sanità pubblica, come i Clinical Pathways in Stroke Rehabilitation, le metanalisi sulla disattenzione spaziale unilaterale (LG Neglect), la partecipazione alle Conferenze di Consenso promosse dal sistema CICERONE, la stesura di linee guida per le Paralisi Cerebrali Infantili (Care Pathways) e l’adeguamento ai parametri del WHO – Packages of Interventions for rehabilitation dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.1
L’alta formazione rappresenta il corollario di questa architettura di ricerca. L’istituzione di percorsi come il “MASTER ONLINE DI SECONDO LIVELLO IN NEURORIABILITAZIONE” dimostra la capacità della SIRN di integrare l’apprendimento digitale continuo (Life-Long Learning).6 Inoltre, per amplificare la propria autorevolezza e garantire la disseminazione dei propri dati su scala globale, la SIRN ha tessuto nel corso di questi 25 anni un fitto intreccio di affiliazioni internazionali, diventando membro strutturale della World Federation for NeuroRehabilitation (WFNR), dell’European Federation of NeuroRehabilitation Societies (EFNR) e affiliandosi a entità dedite al rigore metodologico come la Cochrane Rehabilitation e le Cochrane Neurological Sciences.4
Dinamiche Operative e Umanizzazione delle Cure
Nonostante la traiettoria marcatamente tecnologica, la SIRN non ha mai perso di vista la centralità antropologica del paziente e delle famiglie, promuovendo parallelamente alla robotica anche l’umanizzazione dei reparti di cura.
La consapevolezza della fragilità del nucleo familiare di fronte all’insorgere di malattie neurologiche devastanti è emersa con forza in studi pionieristici presentati regolarmente ai congressi. Si è posta un’enfasi crescente sul ruolo della psicologia clinica, sul supporto ai “caregiver” (come discusso da Ivana Cannoni nel congresso del 2025) e sulla fondamentale alleanza terapeutica con le associazioni di tutela dei pazienti (es. Conferenza di Consenso delle Associazioni GCA).1 La promozione dei principi sanciti nella “Carta di Foligno” da parte di esponenti come Alessandro Giustini rappresenta un manifesto etico contro la deriva puramente tecnocratica della medicina.1
La riabilitazione viene così intesa non come l’accanimento biomeccanico verso il ripristino di una normalità ormai inarrivabile, ma come un percorso di costruzione di una nuova identità funzionale. L’adesione pubblica a campagne di sensibilizzazione come il “World Coma Day”, in sinergia con la Neurocritical Care Society e la CureComa Campaign per promuovere la consapevolezza sui disordini prolungati della coscienza, dimostra l’impegno civico della SIRN per combattere lo stigma e l’abbandono istituzionale dei pazienti vegetativi e delle loro famiglie.26
Conclusioni: L’Eredità Istituzionale e l’Orizzonte Clinico
In occasione di questo solenne traguardo del giubileo d’argento, i venticinque anni di storia clinica, congressuale e istituzionale documentati in questo rapporto attestano inequivocabilmente che la Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN) ha plasmato e guidato una delle più affascinanti rivoluzioni della medicina contemporanea. Da quando il Gruppo di Studio Intersocietario di Riabilitazione Neurologica (GISN) percepì l’urgenza di un’alleanza tra Neurologia (SIN), Medicina Fisica (SIMFER) e Neurofisiologia (SINC) nel lontano 2000 1, fino all’apertura dei lavori del venticinquesimo congresso del 2026 a Verona 1, la disciplina ha mutato radicalmente il suo assetto concettuale e operativo.
Nei primi anni del millennio, la neuroriabilitazione operava ai margini della fase acuta, confinata in un paradigma prevalentemente osservazionale e palliativo.10 Sotto l’egida intellettuale dei soci fondatori e dei direttivi che si sono succeduti, la SIRN ha dimostrato alla comunità scientifica internazionale che il cervello e il midollo spinale, pur gravemente lesionati da ischemie, traumi o malattie degenerative, possiedono riserve intrinseche di neuroplasticità che possono essere sbloccate.2
La traiettoria tracciata dai venticinque congressi nazionali evidenzia il passaggio metodico dalla empiricità all’oggettività. Dalla validazione delle scale cliniche si è transitati al posizionamento precoce nelle unità di terapia intensiva 18, dall’uso isolato della tossina botulinica si è passati alla sua modulazione eco-guidata integrata ai disturbi complessi.9 Più di recente, l’impatto dirompente della pandemia COVID-19 ha accelerato lo sviluppo della telemedicina e della sensoristica da remoto, culminando in sperimentazioni avanzate (come il progetto ICONE per l’esoscheletro domestico o i modelli predittivi Mnesys).1
Il tema del congresso inaugurale per il venticinquesimo anniversario nel maggio 2026, “Brain and body together”, non è dunque un mero slogan celebrativo, ma la sublimazione della maturità epistemologica raggiunta dalla SIRN.1 Ribadisce il principio che il recupero dell’individuo richiede un approccio totalizzante (embodiment, neuroinfiammazione, salute planetaria), in cui l’algoritmo predittivo e il circuito integrato non sostituiscono il contatto clinico, ma lo amplificano. Proiettandosi verso il prossimo quarto di secolo, la missione prioritaria della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica rimarrà quella di declinare le enormi promesse della bioingegneria, delle neuroscienze computazionali e della genomica in diritti esigibili per il paziente, garantendo un’assistenza riabilitativa fondata sull’equità, sulla massima evidenza scientifica e sul profondo rispetto per l’inviolabile dignità della persona con disabilità neurologica.
Bibliografia
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- Congresso Nazionale 2026 | Riabilitazione Neurologica – SIRN, accesso eseguito il giorno maggio 10, 2026, https://sirn.net/congresso-nazionale-2026/
- Gruppi di Studio | Riabilitazione Neurologica – SIRN, accesso eseguito il giorno maggio 10, 2026, https://sirn.net/gruppi-di-studio/
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- Luca Stefani | Riabilitazione Neurologica – SIRN, accesso eseguito il giorno maggio 10, 2026, https://sirn.net/author/luca-stefani/
- I temi del XXV Congresso Nazionale SIRN 2026 | Intervento del Prof. Alessandro Picelli, accesso eseguito il giorno maggio 10, 2026, https://sirn.net/i-temi-del-xxv-congresso-nazionale-sirn-2026-intervento-del-prof-alessandro-picelli/
- Congressi | Riabilitazione Neurologica – SIRN, accesso eseguito il giorno maggio 10, 2026, https://sirn.net/category/congressi/
- Sezioni Speciali | Riabilitazione Neurologica – SIRN, accesso eseguito il giorno maggio 10, 2026, https://sirn.net/category/sezioni/sezioni-speciali/
Riabilitazione Neurologica | sito in costruzione, accesso eseguito il giorno maggio 10, 2026, https://sirn.net/




